| Prima prova: Moon, la ninfa Nereide
Era una tranquilla giornata invernale e il cielo, a poco a poco, stava diventando scuro. La notte arrivava lenta e fredda su quella spiaggia vicino al villaggio in cui viveva qualche tempo prima. Era passata ormai l'ora settima e Isil continuava ad osservare l'oceano, riflettendo. Amava molto restare ore e ore su quella spiaggia di sabbia bianca ad osservare le onde del mare che si infrangevano sulla costa. Fin da quando era bambina, Isil si postava in quel luogo con suo fratello maggiore Daren. Egli raccontava alla giovane leggende sulle Nereidi e sul presunto "re del mare" che govarnava ogni goccia d'acqua presente in quella grande distesa. La bambina si accoccolava tra le braccia del sedicienne e si addormentava con il calore emanato dal suo corpo. Amava molto suo fratello, forse anche più di coloro che l'avevano generata. Suo padre, un ubriacone, passava la maggior parte delle sue giornate nella locanda a bere sidro e vino. Sua madre, invece, doveva svolgere tutti i lavori di casa e spesso, per guadagnare qualche soldo in più, doveva spingersi fin oltre la foresta. Isil e Daren, quindi, passavano la maggior parte del loro tempo insieme, senza la presenza di un adulto. Sulla gancia della ragazza iniziarono a scendere piccole lacrime. Piangeva. Nella sua mente tutto riprese forma. Il fuoco, le case del villaggio bruciate, le donne che chiedevano aiuto, gli uomini che cercavo di spegnere le fiamme che ormai regnava sovrane. E lei correva, cercando il padre. Daren stava aiutando gli uomini a spegnere le fiamme, mentre lei si dirigeva verso la locanda. Il padre era sicuramente lì, ubriaco. Isil si fermò, iniziando a piangere: la locanda non esisteva più, era solo più un enorme ammasso di fascine brucianti. Aveva perso suo padre, quell'ubriacone che pensava solo a bere, divertirsi e picchiare i figli senza una ragione. Aveva avuto ciò che si meritava. Non aveva mai amato i suoi figli e questa era stata la punizione adatta per lui. Aveva lasciato che sua moglie si perdesse nel bosco senza più tronare. Non era andato a cercarla. Era stato l'uomo più viscido che era passato per la vita di Isil. La ragazza tornò nel luogo dove stava lavorando il fratello solo qualche momento prima. Arrivata, una donna l'abbracciò senza dire niente, mentre altri uomini la guardavo con tristezza. Daren, cercando di aiutare una bambina rimasta intrappolata in una capanna, non era riuscito ad uscire. Il mondo cadde addosso alla giovane. Era rimasta SOLA! Non aveva più nessuno. << Daren... >> continuò la ragazza ripensando a tutto ciò che era successo. Si alzò e si diresse verso le onde. Il piccolo cuore da adolescente si era spezzato. Entrò nell'acuq a lei tanto cara. Avrebbe seguito il fratello e sarebbe rimasta con lui. Così Isil sparì tra i flutti quando la luna era ormai alta in cielo. |